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tastiera

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Descrizione prodotto

Caratteristiche

La realizzazione pratica di una tastiera comporta un problema di proporzioni che non ha una soluzione rigorosa. Se si considera che i tasti diatonici devono essere di larghezza identica, e che ciò deve avvenire anche per i tasti cromatici, neri sul pianoforte, e che le parti invisibili, rilegate al meccanismo di produzione sonora, devono anch’esse avere la stessa larghezza, si finisce a sistema di equazioni insolubili. Nella pratica, i costruttori si servivano di “regole per le tastiere” descritte da Marin Mersenne (1588-1648), che permettevano di avere un posizionamento ottimale tenendo conto di queste costrizioni.

Sugli strumenti vecchi possono presentarsi due particolarità:

  • ottava corta: i tasti che corrispondono a certe note gravi poco utilizzate servivano in effetti a produrre delle note più gravi rispetto al disegno della tastiera. Questo permetteva agli strumentisti di suonare degli accordi di nona o più, impraticabili su un piano moderno;
  • tasti spezzati: tasti divisi trasversalmente o longitudinalmente per produrre due note distinte in funzione della posizione del dito.

La disposizione dei tasti

La disposizione dei tasti segue le dodici note della scala cromatica del sistema temperato equabile, con i tasti della scala diatonica (di Do maggiore) che sono maggiormente sporgenti rispetto a quelli delle alterazioni cromatiche che, almeno nel pianoforte, sono di colore nero. I tasti sono ripetuti per più di un’ottava e, nelle tastiere moderne, come nel pianoforte, possono raggiungere le 7 ottave. Oggi, i formati più comuni variano dai 61 agli 88 tasti, anche se non mancano tastiere ridotte di 49 o anche 25 tasti, usate quasi esclusivamente come controller per moduli sonori.

I tasti possono essere azionati anche dal piede (pedali dell’organo) o con i pugni (carillon) o con i gomiti (organi antichi). La tastiera della fisarmonica differisce in parte da quella degli altri strumenti per i tasti rotondi sul lato sinistro. Inoltre alcuni organi perlopiù elettronici utilizzano tasti di tipo waterfall. Si tratta di un tasto con bordo verticale (da cui il nome di tasto a cascata), privo del bordo sporgente tipico dei tasti del pianoforte. Tale conformazione rende più facile la scivolata di palmo (o palm-slide), un tecnica molto diffusa presso i tastieristi jazz.

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